Il leader che non si ferma mai risponde alle email a mezzanotte, salta le pause, rimanda le ferie e lo considera un segno di dedizione. Ma un team non segue ciò che il leader dice sul benessere: segue ciò che vede fare. Le ricerche sul contagio emotivo mostrano che stati d’animo, ritmi e tensioni di chi guida si trasmettono alle persone. Per questo l’esempio del leader è il primo fattore di prevenzione, o di diffusione, del burnout del team.
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Chi è il leader che non si ferma mai e perché il team lo imita
Il leader che non si ferma mai non è necessariamente un capo esigente. Spesso è una persona generosa, che sente il peso della responsabilità e pensa che lavorare più di tutti sia il modo giusto di dare l’esempio. Il problema è che il team interpreta i comportamenti, non le intenzioni. Se il responsabile scrive alle 23, la regola implicita diventa «qui si è sempre reperibili»; se non va mai in ferie, prendersele sembra poco professionale. Nessuno lo ha chiesto, eppure tutti si adeguano. Così nasce una cultura dell’always on che nessuno ha scelto e che nessuno sa più come interrompere. La leadership con l’esempio funziona in entrambe le direzioni: insegna la dedizione, ma anche l’esaurimento.
Contagio emotivo nel team: come lo stress del leader si trasmette
Nel 2002 Sigal Barsade, della Wharton School, ha pubblicato su Administrative Science Quarterly uno studio diventato un classico. In gruppi di lavoro impegnati in una negoziazione, un attore istruito a mostrare emozioni positive o negative influenzava l’umore di tutti i partecipanti. Quando il contagio emotivo era positivo, i gruppi cooperavano di più, avevano meno conflitti e si percepivano più efficaci. Se basta un membro qualsiasi del gruppo a cambiare il clima, l’effetto di chi ha potere decisionale è ancora più forte: tutti osservano il leader per capire quanto è grave una situazione. Un responsabile costantemente in tensione comunica urgenza anche quando non c’è, e il team assorbe quella pressione come se fosse la norma.
Email fuori orario e aspettative implicite: il costo nascosto della reperibilità
Uno degli esempi più concreti riguarda le email. Laura Giurge della London Business School e Vanessa Bohns della Cornell University, in una serie di otto studi pubblicati nel 2021, hanno dimostrato che chi riceve un’email di lavoro non urgente si aspetta di dover rispondere molto più in fretta di quanto il mittente desideri davvero. Questo «bias di urgenza» è più forte fuori orario e genera più stress di quanto chi scrive immagini. Per un leader significa che un messaggio inviato la sera «solo per non dimenticarlo» può rovinare la serata a qualcuno. La soluzione indicata dai ricercatori è semplice: dichiarare in modo esplicito i tempi di risposta attesi, oppure programmare l’invio. È un piccolo gesto di leadership sostenibile che protegge il diritto alla disconnessione.
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Benessere del team: perché il manager pesa quanto un partner
Il peso del leader sul benessere del team è misurabile. Un sondaggio del Workforce Institute di UKG del 2023, su 3.400 persone in dieci Paesi, ha rilevato che il 69% dei lavoratori considera il proprio manager influente sulla propria salute mentale quanto il partner, e più del medico o del terapeuta. Lo stesso studio ha mostrato che il 42% dei manager si sente stressato spesso e uno su quattro si dice spesso o sempre esaurito. Gallup stima inoltre che il manager spieghi almeno il 70% della differenza di coinvolgimento tra un team e l’altro. Tradotto: un leader esausto difficilmente guida un team in equilibrio. Prendersi cura di sé non è un lusso individuale, è una responsabilità verso le persone.
Leadership sostenibile: 5 gesti per dare un esempio diverso
Cambiare esempio non significa lavorare meno, ma rendere visibili confini e priorità. Nei percorsi di executive coaching con il Metodo F.I.L.O., che integra coaching, neuroscienze, psicologia e mindfulness, lavoro con manager e imprenditori su gesti concreti come questi:
- Programma l’invio dei messaggi serali e indica nelle email quando ti aspetti una risposta.
- Prendi le ferie e dillo, delegando in modo chiaro durante l’assenza.
- Proteggi una pausa vera nella giornata e non trasformare il pranzo in una riunione.
- Dichiara il tuo stato quando sei sotto pressione, così il team non deve indovinarlo.
- Chiedi come sta il team in riunione, non solo a che punto sono i progetti.
Sono comportamenti che rendono credibile qualsiasi politica aziendale sul benessere organizzativo, perché la mostrano in azione prima di scriverla.
Domande frequenti sul leader che non si ferma mai
Perché il comportamento del leader influenza il benessere del team?
Perché il team osserva il leader per capire quali sono le regole reali, al di là di quelle scritte. Orari, tono e reazioni allo stress di chi guida diventano un riferimento implicito. Le ricerche sul contagio emotivo mostrano che gli stati d’animo si trasmettono all’interno dei gruppi e influenzano cooperazione e conflitti. Un leader che vive in costante urgenza trasmette urgenza; uno che gestisce la pressione con lucidità trasmette fiducia.
Un leader che lavora sempre è un buon esempio per il team?
Mostra dedizione, ma rischia di insegnare che il valore di una persona si misura dalle ore e dalla reperibilità. Nel tempo questo modello alimenta stanchezza, presenzialismo e paura di staccare, fattori collegati al burnout. Un esempio più utile è quello di un leader che lavora con intensità quando serve, ma rende visibili pause, ferie e confini. Il messaggio diventa: qui conta il risultato, non l’esaurimento.
Come può un leader prevenire il burnout del team?
Partendo da sé. Il primo passo è osservare i propri comportamenti: orari dei messaggi, gestione delle priorità, capacità di delegare, modo di reagire agli imprevisti. Poi rendere esplicite le aspettative su tempi di risposta e reperibilità, proteggere le pause e chiedere regolarmente al team come sta. A questo vanno affiancate scelte organizzative sui carichi di lavoro, perché il burnout nasce soprattutto da come il lavoro è organizzato.
Un executive coach può aiutare un leader a rallentare senza perdere risultati?
Sì. Un percorso di executive coaching aiuta a riconoscere le convinzioni che spingono a non fermarsi mai, come il timore di perdere il controllo o di non essere all’altezza, e a sostituirle con criteri più efficaci. Si lavora su priorità, delega, gestione dell’energia e comunicazione con il team. L’obiettivo non è fare meno, ma decidere meglio dove investire il proprio tempo, così che anche il team possa lavorare con intensità senza esaurirsi.
Il tuo esempio può proteggere il tuo team
Il modo in cui gestisci energia, tempo e pressione è il messaggio più forte che dai al tuo team. Con Jennialmente Executive & Business Coach lavoriamo su mindset, leadership sostenibile e benessere del team, perché i risultati non costino l’esaurimento delle persone. Prenota la tua conversazione riservata su https://jennialmente.com/.

