Per scegliere un percorso di sviluppo manageriale efficace bisogna valutare come il fornitore lo progetta, non solo cosa promette. I percorsi che funzionano partono da un’analisi dei bisogni dell’organizzazione, alternano teoria e pratica, si distribuiscono in più sessioni nel tempo, lavorano su casi reali e prevedono una misurazione dei risultati concordata. Secondo una meta-analisi su 335 studi pubblicata sul Journal of Applied Psychology, i programmi di formazione alla leadership progettati bene migliorano in media del 28% i comportamenti di leadership sul lavoro. Le sette domande di questa guida aiutano HR e Learning & Development a riconoscerli prima di firmare.

Cos’è un percorso di sviluppo manageriale

Un percorso di sviluppo manageriale è un insieme strutturato di interventi, come workshop, sessioni di coaching e momenti di applicazione sul campo, che accompagna i manager nel tempo per sviluppare le competenze richieste dal ruolo: leadership, delega, decisioni, comunicazione, gestione dei team e della pressione. A differenza del singolo corso, che trasmette contenuti in una o due giornate, il percorso segue i partecipanti mentre applicano ciò che imparano e verifica i cambiamenti. È la scelta più adatta quando l’obiettivo non è informare, ma cambiare il modo in cui i responsabili guidano le persone.

Perché la scelta del percorso fa la differenza

La formazione alla leadership funziona, ma non tutta allo stesso modo. Christina Lacerenza e colleghi, in una meta-analisi pubblicata nel 2017 sul Journal of Applied Psychology su 335 studi e oltre 26.000 partecipanti, hanno rilevato che i programmi ben progettati migliorano in media l’apprendimento del 25%, i comportamenti di leadership sul lavoro del 28%, la performance del 20% e i risultati organizzativi del 25%. Gli stessi autori hanno individuato le caratteristiche che fanno la differenza: analisi dei bisogni, pratica, sessioni multiple, feedback, formazione in presenza nella sede di lavoro. Il bisogno, d’altra parte, è concreto: secondo Gallup, le aziende scelgono il candidato senza il talento giusto per la gestione nell’82% dei casi. Molti manager arrivano al ruolo senza essere preparati, e il percorso che si sceglie per loro conta.

7 domande da fare al fornitore prima di scegliere

1. Come analizzate i bisogni prima di progettare?

Un fornitore serio non parte da un catalogo, ma da domande: quali sono gli obiettivi dell’organizzazione, quali difficoltà vivono i manager, cosa deve cambiare. Secondo la meta-analisi di Lacerenza, l’analisi dei bisogni è uno dei fattori che rendono più efficace la formazione alla leadership.

2. Quali comportamenti cambieranno e come lo misureremo?

Chiedi di indicare obiettivi concreti, come delegare di più, dare feedback regolari o ridurre i conflitti che arrivano in direzione, e gli indicatori con cui verificarli. Se la sola misura prevista è il questionario di gradimento, è un segnale debole.

3. Quanto spazio c’è per la pratica?

La ricerca indica che combinare teoria, dimostrazione e pratica dà i risultati migliori, e che se si deve scegliere, la pratica è il metodo più efficace. Chiedi quante ore saranno dedicate a simulazioni, esercitazioni e lavoro su casi.

4. Il percorso è distribuito nel tempo?

Più sessioni distanziate permettono ai manager di applicare ciò che imparano e di tornarci sopra. Un unico evento intensivo, per quanto coinvolgente, favorisce meno il trasferimento sul lavoro.

5. Come lavorerete sui casi reali della nostra organizzazione?

Il percorso deve adattarsi al vostro contesto: settore, cultura, momento che l’azienda sta vivendo. La meta-analisi rileva anche che la formazione svolta nella sede di lavoro tende a essere più efficace di quella fuori sede.

6. Cosa succede dopo le sessioni di gruppo?

Follow-up, momenti di verifica, coaching individuale per i ruoli chiave, coinvolgimento dei responsabili dei partecipanti: sono questi elementi a trasformare un’esperienza formativa in un cambiamento duraturo. Il feedback, secondo la ricerca, migliora il trasferimento delle competenze.

7. Chi conduce il percorso e con quale metodo?

Verifica formazione, certificazioni ed esperienza di chi guida gli interventi, e chiedi di spiegare il metodo in modo chiaro. Un approccio dichiarato e coerente è un segno di serietà; un elenco di tecniche diverse senza filo conduttore, molto meno.

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I segnali d’allarme da riconoscere

  1. Un pacchetto standard uguale per tutte le aziende, proposto prima di aver capito il vostro bisogno.
  2. Solo teoria, con poco o nessun tempo per esercitarsi su situazioni reali.
  3. Un evento singolo presentato come soluzione a problemi di leadership consolidati.
  4. Nessuna misurazione oltre al gradimento dei partecipanti.
  5. Nessun coinvolgimento dei responsabili dei manager che partecipano.
  6. Promesse non verificabili, come risultati garantiti in poche settimane.

Lo sviluppo manageriale con Jennialmente

I percorsi di sviluppo manageriale di Jennialmente rispondono a queste domande fin dalla progettazione. Ogni intervento parte da un’analisi delle esigenze con HR e direzione, definisce obiettivi e indicatori da verificare, alterna strumenti e pratica attraverso workshop esperienziali e lavora sui casi reali dei partecipanti, in azienda o online. I percorsi si sviluppano in più incontri, con momenti di applicazione sul campo, e possono integrare sessioni di coaching individuale per i ruoli chiave. Il lavoro si basa sul Metodo F.I.L.O., che integra coaching, neuroscienze, psicologia e mindfulness, ed è condotto da Jenny Lo Schiavo, Executive & Business Coach certificata AICP, con oltre vent’anni di esperienza con privati e organizzazioni.

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Domande frequenti sullo sviluppo manageriale

Che differenza c’è tra un corso di formazione manageriale e un percorso di sviluppo manageriale?

Un corso trasmette contenuti in un tempo limitato, spesso una o due giornate, ed è adatto a fornire conoscenze e strumenti. Un percorso di sviluppo manageriale è invece strutturato in più tappe distribuite nel tempo: alterna workshop, pratica sul campo, coaching e verifiche, e accompagna i manager mentre applicano ciò che imparano. Il primo informa, il secondo punta a cambiare i comportamenti, ed è quindi più indicato quando l’obiettivo è migliorare la qualità della leadership.

Quanto dura un percorso di sviluppo manageriale efficace?

Non esiste una durata standard, perché dipende dagli obiettivi, dal numero di partecipanti e dalla situazione di partenza. La ricerca indica però che più sessioni distribuite nel tempo favoriscono il trasferimento sul lavoro rispetto a un unico evento intensivo. Per questo i percorsi efficaci si sviluppano in genere nell’arco di alcuni mesi, con intervalli che permettono ai manager di sperimentare e di tornare a riflettere su ciò che è accaduto.

È meglio affidarsi a un fornitore esterno o a un formatore interno?

La meta-analisi di Lacerenza e colleghi non ha rilevato differenze di efficacia tra docenti interni ed esterni: ciò che conta è la qualità della progettazione e della conduzione. Un fornitore esterno porta uno sguardo neutrale, metodi specifici e uno spazio in cui i manager si sentono più liberi di parlare apertamente; le risorse interne conoscono meglio il contesto. Spesso la soluzione migliore è una collaborazione tra le due.

A quali manager conviene proporre un percorso di sviluppo manageriale?

A tutti i livelli, ma con obiettivi diversi. Secondo la ricerca, i responsabili ai primi livelli tendono a ottenere i miglioramenti più marcati, perché stanno costruendo per la prima volta le proprie abitudini di guida: per questo i nuovi manager e chi è appena stato promosso sono un ottimo punto di partenza. Per i livelli più alti, invece, funzionano spesso meglio formati più personalizzati, come il coaching individuale o percorsi per piccoli gruppi.

Come coinvolgere i manager senza che vivano il percorso come un obbligo?

Collegando il percorso alle loro sfide reali. Conviene presentarlo come un investimento sul loro ruolo, non come un rimedio a una carenza, e coinvolgerli già nella fase di analisi dei bisogni, chiedendo quali difficoltà vorrebbero affrontare. Aiuta molto anche il coinvolgimento dei loro responsabili, che possono sostenere l’applicazione sul lavoro. Quando i manager vedono che il percorso parte dai loro problemi concreti, la partecipazione diventa una scelta.

Parliamo delle esigenze della tua organizzazione

Un buon percorso di sviluppo manageriale si riconosce dalle domande che fa prima di proporre una soluzione. Con Jennialmente partiamo dalle esigenze reali della tua organizzazione per progettare workshop esperienziali, percorsi di sviluppo manageriale e interventi su misura, con obiettivi e indicatori concordati. Raccontaci il tuo contesto nella pagina contatti di Jennialmente.